La manifestazione che avrà luogo, oggi, a Roma, contro il ddl sulle intercettazioni, si trova a coincidere proprio con la riunione dei capigruppo di Montecitorio che ha calendarizzato per il 29 luglio la discussione in Aula del ddl, malgrado le perplessità espressa dal presidente della Camera Gianfranco Fini. “Stanno cercando di far credere che noi giornalisti vogliamo praticare il gossip. Qualcuno a volte lo fa, gli errori vanno puniti ma per farlo non si può imbavagliare chi vuole informare”, ha affermato Roberto Natale, presidente della Fnsi.
“Ci auguriamo che la manifestazione convinca il Parlamento a un passo indietro. Se così non fosse, noi andremo avanti. Il 9 luglio con lo sciopero dell’informazione, dopo andremo alla Corte europea di Strasburgo e decideremo altre iniziative”, precisa Siddi a nome della Fnsi. Per Enzo Iacopino, eletto recentemente presidente dell’Ordine dei giornalisti, “davanti a norme di questo tipo c’è il dovere della disobbedienza civile”. E’ stata intanto confermata la “giornata del silenzio” per il 9 luglio (sciopereranno i quotidiani l’8 e tutte le altre testate il 9).
Che la tutela della privacy sia solo un pretesto e che la legge serva solo a coprire i movimenti loschi dei potenti lo ha confermato ieri il Garante privacy, Francesco Pizzetti, che, nella relazione annuale, ha espresso la sua contrarietà al provvedimento: “In molti paesi, anche di grande tradizione democratica, la libertà di stampa è concepita come un diritto e un dovere degli editori non meno che dei direttori e dei giornalisti. Nel caso italiano la scelta compiuta dal ddl sulle intercettazioni costituisce una discontinuità”.
La manifestazione sarà seguita in diretta da Rainews24 e Skytg24. Altre iniziative a favore della libertà di stampa sono state organizzate a Milano, Padova, Torino, Trieste, Latina, Parma, Londra e Parigi.
Antonietta Gallo
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