“Occupazione mediatica dei tg da parte del premier? No, qui c’è un errore. era una notizia”.
In che senso, direttore Minzolini? “Mi spiego: il presidente del Consiglio vuole parlare dopo giorni di silenzio.
Lo vuole fare con il tuo telegiornale, nel mio caso il Tg1, ma anche con qualche altro tg.
D’altronde, l’uomo è fatto così, non vuoi far dispiacere nessuno, si sa… Lei che fa? Prende o lascia?” Una risposta ora? “Vabbè, lasci perdere, rispondo io per lei: prende eccome. Ed è quello che ho fatto io, perchè quel servizio sul premier era una noti-zia.
“ Di oltre 4 minuti… ? “Aah, bugia.
L’ho fatto cronometrare da tre persone diverse: la nostra intervista è durata 3 minuti e 33 secondi.
Non è un’opinione, è un fatto”.
Ma come si è arrivati a fare cinque interviste contemporaneamente? ”La dovevamo fare prima noi, poi il Tg5.
Mimun però non voleva essere secondo, e a quel punto mi hanno chiesto se volevo posticiparla.
Ma chi è che accetta di fare per secondo un’intervista a un premier che non parla dal giorno delle elezioni? Alla fine l’abbiamo fatta in cinque.
Nessuna operazione mediatica, nessun messaggio a reti unificate.
E non è la prima volta che Berlusconi fa queste scelte: fece la stessa cosa anche per l’anniversario di papa Wojtyla…” Insomma, lei è tranquillo?”Sono a posto con la mia coscienza”.
Non cambia niente, per ora, a Repubblica. Almeno in teoria. Mario Orfeo rimarrà direttore del…
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