Sono in agonia dal 26 aprile. In quella data l’assemblea dei soci ha deciso la liquidazione di Editoriale 2000, la società che edita i due quotidiani toscani.
Il liquidatore, in accordo con i soci e con i dipendenti, ha scelto di non sospendere le pubblicazioni fino al 14 maggio.
Si attendevano iniziative di sostegno dalla Provincia e l’interessamento di un imprenditore che facesse da “deus ex machina”. Così non è stato. Gli sforzi dei giornalisti e dei poligrafici sono stati vani. Non sono bastate le manifestazioni di solidarietà dal mondo della stampa e della politica. Ora non resta che la cassa integrazione.
Dunque «Ciao Nuovo Corriere», si leggeva sulla prima pagina dell’ultimo numero. È stato scritto “ciao” e non addio perché non è cessata dal tutto la speranza di una ripresa. Una speranza che al momento rasenta l’utopia visto che, come spiegano dipendenti, «la vertenza è iniziata a dicembre, quando l’azienda ha deciso di chiudere, senza preavviso, le edizioni di Lucca, Versilia e Prato. La chiusura ha reso manifeste le grandi difficoltà economiche in cui si trovava Editoriale 200. Tale situazione, nonostante l’impegno di tutti, è peggiorata fino alla messa in liquidazione».
Se qualcuno avesse avuto l’intenzione di salvare i quotidiani, l’avrebbe fatto prima. In ogni caso sperare non costa nulla.
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