“No a proposte non trattabili”, in sciopero i quotidiani locali ex Gedi passati a Sae

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La proprietà non intende fare un passo indietro, entrano in sciopero le quattro testate ex Gruppo Gedi cedute alla Sae. I comitati di redazione de Il Tirreno, la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio e Nuova Ferrara hanno deliberato lo stato d’agitazione e proclamato lo sciopero. I giornalisti delle quattro testate locali non hanno intenzione di mollare almeno fino a quando la proposta avanzata dall’editore, e da questi ritenuta “non trattabile”, non verrà ritirata.

Per i giornalisti si tratta di una beffa in quanto, a fronte degli annunci della vigilia riguardanti le ipotesi di un grande rilancio digitale (tra cui una scuola di giornalismo dedicata) e un incubatore di start up, hanno dovuto registrare nuovi tagli: “A gennaio il direttore aveva garantito ai Cdr che non ci sarebbero stati tagli sui fotografi e quattro mesi dopo sono state fatte operazioni di drastiche riduzioni dei compensi e dell’organico dei fotografi. A dicembre erano stati garantiti investimenti sulle dotazioni informatiche e sulle piattaforme digitali del gruppo e niente si è visto. A gennaio, alla presentazione ufficiale del nuovo gruppo Sae a Bologna, erano stati annunciati incubatori di start up, piattaforme di produzione video da rivendere a colossi televisivi mondiali, una scuola di alta formazione in giornalismo digitale, ma sono rimasti soltanto annunci. Sono passati meno di cinque mesi da quando il Gruppo Sae è arrivato alla guida dei quattro giornali, considerati un tempo casseforti del gruppo Espresso Finegil, abbastanza perché la dirigenza ritenga oggi di poter addossare sulle spalle dei giornalisti le responsabilità di un andamento negativo dei conti per via di un accordo firmato da entrambe le parti che semplicemente tutelava per appena sei mesi i livelli salariali e occupazionali”.

E dunque, i quattro comitati di redazione hanno aggiunto: “La disponibilità dei giornalisti a sostenere l’economia aziendale  si era palesata fin da dicembre con la conferma di un accordo già in essere con Gedi che e’ stato rinnovato verbalmente con la nuova proprietà. All’arrivo del nuovo editore, le redazioni si sono rimboccate le maniche e hanno accettato la sfida con passione ed entusiasmo, aumentando ulteriormente carichi di lavoro gia’ da prima molto pesanti. I risultati, nonostante cio’ che l’editore sta sostenendo, si sono visti in edicola e nei canali di vendita digitali:  è fresca di pubblicazione la classifica Ads di marzo 2021 dove ad esempio Il Tirreno è tornato tra i primi venti giornali venduti in Italia in edicola e online. E l’andamento delle copie di tutti i 4 quotidiani, nonostante il recente aumento del prezzo, è in linea col mercato”.

Ma non basta: “Lo scorso autunno gli azionisti di Sae insieme al direttore editoriale si erano presentati ai lavoratori, ai lettori e alle istituzioni toscane ed emiliane con la promessa di importanti investimenti sui giornali e la volontà di rilanciarli: il rilancio che avevano in testa è adesso sotto i nostri occhi e si concretizza soltanto in tagli che andranno a depauperare il giornale in edicola, col rischio che voci importanti dei territori vadano a spegnersi”.

Dunque dai giornalisti è arrivata una forte presa di posizione:  “I comitati di redazione con senso di responsabilità hanno sollecitato l’apertura di un tavolo di confronto per monitorare l’andamento dei giornali e dei conti e per tracciare insieme la strada per dare sostenibilita’ ai giornali in futuro, respiro alla cassa e per mantenere la qualita’ del prodotto in edicola e sul web. In un mese di confronti, mai una volta l’azienda ha realmente dato di prova di voler condividere un percorso e di avere una progettualità di medio-lungo termine. I redattori e i comitati di redazione, come hanno fatto fin dal primo giorno, confermano la massima disponibilita’ all’azienda ad una trattativa seria e condivisa, che permetta di tenere in salvo i conti, la qualità dei giornali e i posti di lavoro, che preveda la presenza delle Associazioni Stampa Toscana ed Emilia Romagna e della Fnsi”.

Ast e Fnsi si sono subito schierate coi colleghi: “La proprietà intende avvalersi di ammortizzatori sociali pesantissimi a carico di un corpo redazionale già sottoposto a un gravoso carico di lavoro e sta anche tagliando e riducendo in maniera drastica i rapporti di collaborazione con i fotografi, indispensabili per confezionare un quotidiano che ha una fitta rete di edizioni locali”. E dunque, come si legge in una nota unitaria:  “Il segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, Raffaele Lorusso, e il presidente dell’Associazione Stampa Toscana, Sandro Bennucci, a nome degli organismi sindacali che rappresentano, “si schierano al fianco dei colleghi, pronti ad intervenire ad ogni tavolo della vertenza e richiamano l’azienda a rispettare gli impegni presi soltanto pochi mesi fa, quando subentrò a Gedi: ossia rilanciare e potenziare il giornale e non scaricare pesi e costi sui giornalisti e sui fotografi, che faticosamente, anche dopo la recentissima e non indolore riorganizzazione del lavoro, assicurano ai lettori quel prodotto completo che non potrebbe più essere garantito in presenza di un piano di tagli che andrebbe a incidere, fatalmente, sulle buste paga e sulle presenze”.

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