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NEL SILENZIO DELL’AGCOM NUOVI SCANDALI INVESTONO I CORECOM

Perdura il colpevole immobilismo e l’assordante silenzio dell’Agcom sulle numerose ed incresciose vicende legate alle attività svolte dai Comitati Regionali delle Comunicazioni.
Dopo i passati scandali del Corecom Piemonte e quelli più recenti del Corecom di Trento e del Corecom Campania, che vede ancora due indagati dalla magistratura sedere nell’organismo, nuovi scandali vengono denunciati in altre regioni.
Il Corecom Umbria, balzato agli onori della cronaca per la carenza di fondi ad esso assegnati dalla Regione, “si permette una spesa sconsiderata ed immotivata” di 1.600 euro per pagare una parcella ad un avvocato esterno, incaricato di minacciare un’azione legale nei confronti di un rappresentante dei consumatori, reo di aver sostenuto la sudditanza dell’organismo di tutela regionale all’operatore televisivo monopolista satellitare Sky Italia. Lo denuncia il Senatore Elio Lannutti in una interrogazione parlamentare, che evidenzia anche la stipula da parte del Corecom Umbria di contratti di collaborazione esterna per 42.000 euro, nel silenzio della Ragioneria della Regione e della Corte dei Conti regionale.
Un altro scandalo si annuncia in Sardegna, dove una candidata esclusa dalle nomine del locale Corecom si è rivolta al Tar per denunciare che nessuno dei nuovi membri possiede i requisiti richiesti dalla legge e che per qualcuno esiste una chiara ed evidente incompatibilità.
Di fronte a tutte queste gravi vicende, la funzione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che dovrebbe svolgere l’attività di coordinamento ed indirizzo dei Corecom – il Capo di Gabinetto del presidente Calabrò – non ha trovato di meglio che istituire un nuovo Ufficio, quello appunto per i “Rapporti con i Corecom”. Per ricoprire il delicato incarico, evidentemente svolto fino ad oggi in modo del tutto carente dal personale interno, è stato bandito un concorso pubblico, garantendo al vincitore uno stipendio annuale di circa 150.000 euro.
In verità, il concorso appare palesemente in contrasto con le norme governative relative al contenimento della spesa pubblica, ma ai poveri ed indifesi utenti non resta che sperare in una maggiore professionalità dei quadri Agcom, pur se eccessivamente remunerati.

Remigio del Grosso (Segretario Nazionale Lega Consumatori)

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