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MSE: AL VIA TAVOLO TECNICO SU INTERFERENZE TRA BANDA LARGA MOBILE E TV

A seguito della conclusione della gara che ha sottratto alle tv locali i canali dal 61 al 69 Uhf (banda 790-862 MHz) per assegnarli ai servizi di banda larga mobile, il Ministero dello Sviluppo economico ha istituito un tavolo tecnico finalizzato alla valutazione e all’analisi delle problematiche relative alla gara stessa, tra cui le modalità che dovranno essere adottate per la gestione delle eventuali interferenze che si dovessero verificare tra i citati servizi di larga banda in mobilità e quelli di radiodiffusione televisiva operante nella banda immediatamente inferiore. Il tavolo tecnico si riunirà oggi 13 marzo presso la sede del Ministero e sarà allargato anche ai rappresentanti degli operatori mobili aggiudicatari delle frequenze in banda 800 MHz.
Nell’occasione, fa sapere Aeranti-Corallo, si evidenzierà che le emissioni televisive devono essere tutelate al massimo, a garanzia dell’equilibrio interferenziale, che dovrà essere ottenuto con la prescrizione di norme tecniche finalizzate a garantire continuità di servizio alle imprese televisive. L’Associazione delle Tv locali fa anche sapere che l’analisi delle problematiche relative al decreto 23 gennaio 2012 del MiSE, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, su “Attribuzione di misure compensative finalizzate la volontario rilascio di porzioni di spettro funzionali alla liberazione delle frequenze della banda 790-862 MHz” è stata il tema di due incontri dei giorni scorsi (il 6 marzo a Bologna, il 7 marzo a Roma). Gli appuntamenti riguardavano in particolare le tv locali associate operanti in Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio e Campania.
In occasione di queste due incontri sono emerse numerose criticità e difficoltà interpretative relative al citato decreto e alle modalità di partecipazione delle imprese alle procedure previste dallo stesso. In particolare, sottolinea Aeranti-Corallo, “in molti casi il decreto sembra non poter trovare applicazione”.
L’Associazione ha pertanto inoltrato alla Dgscer del Ministero dello Sviluppo economico una nota per ottenere dei chiarimenti. Le risposte sono attese nei prossimi giorni.

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