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Mps chiede risarcimento 30 mln a Codacons per diffamazione

Banca Mps ha denunciato il Codacons per diffamazione chiedendo all’associazione un risarcimento di almeno 30 milioni di euro per danni. Lo si evince dall’atto di citazione in giudizio presso il tribunale di Roma, notificato al Codacons il 4 marzo scorso e che Reuters ha potuto vedere. Mps, “nella persona del suo presidente e rappresentante legale pro tempore Alessandro Profumo”, chiede di “condannare in solido il Codacons e i signori Carlo Rienzi (presidente del Codacons) e Giuseppe Bivona (delegato e consulente dell’associazione) a risarcire a banca Mps tutti i danni di natura patrimoniale e non patrimoniale subiti e subendi, sin d’ora indicati nella somma di almeno 25 milioni di euro per i danni patrimoniali e di almeno 5 milioni per quelli non patrimoniali” e “a rifondere le spese legali quantificate in 520.000 euro”. Mps ritiene di essere stata vittima dei reati di calunnia, ingiuria e diffamazione avendo il Codacons provocato una “ingiusta lesione del diritto di immagine e alla reputazione della banca”. Per l’associazione dei consumatori “la decisione abnorme di Mps è l’ennesimo atto di intimidazione contro chi difende i consumatori e gli azionisti e viene qualificata come un abuso del diritto e un chiaro tentativo di chiudere la bocca a chi, per il suo ruolo, ha il dovere di informare i cittadini e il mercato circa gli abusi delle banche”. Secondo la banca senese, dopo un anno di “continui attacchi” e “accuse strumentali”, il Codacons ha sostenuto che gli aiuti di Stato ricevuti dalla banca sarebbero stati attuati “in modo abusivo cercando di far credere ai soci e al mercato che l’operazione di aumento di capitale da 3 miliardi varata da Mps con il placet della Commissione Europea costituisca in effetti un modo, per lo più surrettizio, per riparare a detti abusi”. Secondo i legali della banca, si tratta di “un attacco gravissimo e irresponsabile con finalità eccentriche e contrarie agli scopi istituzionali dell’associazione, volto a minare alla radice uno snodo vitale con cui l’attuale gestione sta cercando di risollevare le sorti della terza banca d’Italia”. “Tale campagna ha assunto nel tempo i connotati di una persecuzione nei confronti della banca, con toni pregiudizialmente e inammissibilmente denigratori anche del management in carica”, si legge nell’atto di citazione.

(Reuters)

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