Chiarimenti sono stati chiesti dai tecnici della Camera nel dossier del Servizio studi e Servizio Bilancio, sulle norme, introdotte al Senato nel decreto milleproroghe, relative al finanziamento dei giornali di partito che non hanno rappresentanza in Parlamento. Pur in presenza di una norma secondo cui la misure non devono comportare “maggiori o nuovi oneri” nel bilancio dello Stato, gli economisti del Servizio Studi ritengono necessario chiarire se “le modifiche introdotte siano suscettibili di incrementare la platea dei beneficiari che possono accedere ai contributi all’editoria”.
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