«Il milleproroghe scade il 28 febbraio. Contiene una miriade di misure eterogenee e sarebbe bene interrogarsi sull’utilità di riproporre ogni anno questo strumento anzichè mettere mano a riforme organiche nei diversi settori interessati. Tuttavia oggi il governo può scegliere due strade: ricorrere alla fiducia per impedire il confronto oppure raccogliere la disponibilità del Pd e delle opposizioni e dare una risposta positiva a quella maggioranza di deputati di tutti i gruppi parlamentari i quali chiedono che vengano ripristinati i fondi per l’editoria a sostegno non solo dei giornali di partito, ma di molte pubblicazioni importanti».
È quanto dichiara la vicepresidente del Pd, Marina Sereni. «La revisione complessiva del sistema è importante per evitare sprechi e contributi a media che nulla hanno a che vedere con l’informazione. Oggi c’è lo spazio per recuperare la forzatura voluta a dicembre con la Finanziaria, una forzatura che impedirebbe -avverte Sereni- qualsiasi vera riforma e farebbe tacere molte voci indipendenti nel panorama della stampa italiana».
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