L’approvazione da parte del Senato delle norme, contenute nel maxi-emendamento al decreto ‘milleproroghe’, che estendono la tutela dell’ammortizzatore sociale dei prepensionamenti ai giornalisti dei periodici “rappresenta un ulteriore importante elemento di tutela del sistema previdenziale, del settore industriale dell’editoria e dei giornalisti”. E’ il commento del presidente dell’Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti, Andrea Camporese.
“In un momento di grave crisi economica che attraversa in modo rilevante il mondo dell’informazione, la sensibilità dimostrata, nel proporre l’emendamento all’Aula, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dal sottosegretario con delega per l’editoria Paolo Bonaiuti e dal segretario generale Mauro Masi – continua Camporese in una nota – va riconosciuta pienamente. La norma, se approvata definitivamente dalla Camera, permetterà al mondo della carta stampata una tutela sociale pari a quella di altri settori, in presenza di crisi aziendali”.
“Nelle scorse settimane – ricorda il presidente dell’Inpgi – il Parlamento aveva stabilito che l’onere di questo ammortizzatore sociale gravasse in capo allo Stato e non più all’istituto di previdenza che, per oltre vent’anni, ne ha sostenuto i costi. Le parti sociali, Fnsi e Fieg, avevano sostenuto pubblicamente la necessità di questa estensione di applicazione. L’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani, pur non essendo chiamato a stabilire il campo di azione della norma, non può che accogliere positivamente questo ulteriore avanzamento. La speranza è che le parti si accordino sulla vertenza contrattuale, aperta da quattro anni, anche per la rilevanza previdenziale che comporta”.
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