Caso Metro, interviene l’editore: “Ecco perché la società è stata messa in liquidazione”. Dopo l’accusa proveniente dal comitato di redazione del quotidiano free press, arriva la replica dell’azienda. Che, ripercorrendo il solito bignami di problemi, crisi e gravi aporie che affliggono l’editoria italiana, ha svelato il motivo alla base della scelta di chiedere la liquidazione: “Come espressamente specificato, a tutela della continuità della libera informazione, del brand e della salvaguardia dei posti di lavoro, la società è stata posta in liquidazione, in maniera da avere la possibilità di antergare la percezione dei compensi salariali alle altre spese correnti, in stretta connessione alle anticipazioni provenienti dalle entrate pubblicitarie”. E ancora: “Le tempistiche di erogazione sono strettamente correlate alle aperture aziendali al ritorno dal periodo feriale agostano. Di tali chiusure e dello status quo il Cdr e i giornalisti sono stati sempre puntualmente e preventivamente edotti – puntualizza l’editore – , talchè ogni tentativo di speculazione informativa che volesse eventualmente coinvolgere direttamente o indirettamente i lettori, appare perlomeno inopportuno e inconsistente, oltre che denigratorio e autoflagellatorio”. Se ne parla a settembre. Cioè già oggi: “Alla riapertura settembrina degli uffici amministrativi – oramai prossima -, il nuovo Organo amministrativo preposto procederà alle proprie attività, previa analisi e valutazione delle risorse esistenti, secondo l’ordine di privilegio creditizio normativo”.
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