Il presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò, nel tracciare il bilancio di 7 anni riconosce che sul tema del conflitto di interessi «qualcuno avrebbe voluto che facessimo di più e tra questi, lo ammettiamo, c’è anche la Fnsi», ma Calabrò sostiene che «la materia è fondamentalmente riservata alla legge». «Dunque sembrerebbe proprio impossibile intervenire in modo efficace»: è il giudizio del presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Natale. L’AGCOM, nota ancora Natale, non «ha potuto occuparsi degli eccessi di concentrazione nella raccolta pubblicitaria, perchè ‘questo intendimento è stato drasticamente censurato dall’Autorità Antitrust’. L’anomalia italiana è sotto gli occhi di tutti, e non vale a cancellarla l’ingresso di un terzo soggetto come Sky tra i duopolisti Rai e Mediaset: perché le risorse pubblicitarie rimangono clamorosamente sbilanciate (a differenza di quanto accade nel resto d’Europa) a favore della tv generalista, e in particolare di una azienda, che da sola raccoglie più pubblicità di tutta la carta stampata messa insieme. Le Autorità ‘di controllo’ – si fa per dire – ci sarebbero, ma non possono o non vogliono intervenire. E intanto l’editoria italiana continua a dibattersi in una crisi drammatica, per la quale ci si mostra preoccupati nei giorni dispari. In quelli pari c’è il conflitto di interessi al quale arrendersi».
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