Mediaset trascina l’intelligenza artificiale in tribunale. La prima causa italiana di un editore contro l’Ai. Rti e Medusa hanno deciso di far causa a Perplexity. La ragione è semplice e facilmente intuibile. Secondo i rilievi che i legati delle società afferenti al gruppo di Cologno Monzese hanno sollevato, il chatbot di intelligenza artificiale avrebbe utilizzato, senza averne diritto, contenuti coperti dal diritto d’autore. La solita questione che riguarda il web. E adesso in casa Mediaset fanno sul serio: l’intelligenza artificiale non può passarla liscia.
L’iniziativa giudiziaria di Rti e Medusa è stata proposta davanti al giudice del tribunale civile di Roma. L’obiettivo sarà quello di far riconoscere dai magistrati l’illiceità della condotta di Perplexity. Accusata di utilizzare contenuti in maniera sistematica e senza averne mai ottenuto il permesso. Da ciò discenderebbe il blocco del “saccheggio” di materiale coperto da copyright e da altri diritti connessi. Contestualmente, sarebbe stata avanzata la richiesta di una penale giornaliera per eventuali violazioni future. Non prima, però, di stabilire il diritto di Cologno Monzese al risarcimento danni. Insomma, una bella battaglia. Che Mediaset ha deciso di portare fino in fondo contro l’intelligenza artificiale. Dall’esito dello scontro dipenderà tanto del futuro degli editori. Forse è questa l’occasione per bloccare l’invasività di Big Tech e delle aziende digitali. E per rifare ordine in un rapporto, quello tra editori e colossi digitali, che è troppo sbilanciato nei confronti di questi ultimi.
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