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MEDIASET SU VENDITA LA7: «MAI STATI INTERESSATI»

Mediaset: «Mai stati interessati. Hanno usato il nostro nome per performance borsistiche». L’interesse di Sky fa volare il titolo TIMedia: + 21,5%. Bernabé: «Non venderemo a chiunque. Valuteremo anche il progetto industriale».
Da Cologno Monzese hanno negato tutto. In una nota Mediaset ha spiegato, a modo suo, la vicenda: «Abbiamo ricevuto, il 15 giugno 2012, un invito formale dall’advisor Mediobanca a manifestare interesse. Mediaset ha confermato il 22 giugno. Ma già a luglio abbiamo rinunciato alla trattativa».
Dunque per Mediaset si è trattata solo di una operazione pubblicitaria volta a far crescere il titolo in Borsa. Inoltre l’interesse iniziale sarebbe stato solo un “favore” ad una gentile richiesta di Mediobanca. Ora Mediaset non rinuncia a levarsi qualche sassolino dalla scarpa: «auspichiamo che il processo di cessione prosegua con successo e interesse intorno alla dismissione di un’attività in cerca di acquirenti che vanta risultati di bilancio da sempre negativi».
Di certo il dubbio rimane. Il Biscione, nei giorni scorsi, non ha mai smentito l’interesse per la controllata di Telecom. Forse hanno influito le polemiche politiche montate dal centrosinistra. Il Pd e l’Idv hanno invocato un intervento del governo e delle autorità competenti: Antitrust e Agcom. Senza dimenticare l’esternazione di Mentana: «Se arriva Mediaset, io mi dimetto». E poi le rimostranze della Fnsi e del cdr di La7: «Il pluralismo è a rischio».
Ma non è da escludere la buona fede del Biscione.
Eppure è circolata la voce che TIMedia avrebbe vietato a Mediaset la consegna dell’information memorandum per un possibile abuso di posizione dominante. Ma se Mediset non l’ha mai chiesta, come hanno fatto a vietargliela?
Il dubbio rimane, nonostante la dichiarazione del vicepresidente dell’emittente di Cologno, Pier Silvio Berlusconi: «Se La7 è un gioiellino, perché la vendono».
Potremmo domandarlo ai dirigenti di Sky. L’emittente satellitare ha chiesto le carte. TIMedia gliel’ha fornite e ora si aspetta il 24 settembre per le offerte non vincolanti. Inoltre l’interesse della società che fa capo a Murdoch ha fatto volare il titolo in Borsa: un + 21,5% che innalza il valore di mercato di TIMedia a 268 milioni. Ma il nuovo acquirente, chiunque sia, dovrà sborsarne molti di più. Infatti al valore di mercato si aggiungono i debiti della società che arrivano a 200 milioni. E poi, come comanda la Consob, ci dovrà essere anche una Opa, un’offerta pubblica di acquisto, sulla parte restante (Telecom ha il 77,7% di TIMedia, le quote restanti sono del mercato).
Ma il prezzo non è tutto. Non ci sarà una mera asta al rialzo. Lo si deduce dalle dichiarazioni di Bernabé: «La7 deve restare libera e indipendente. Valuteremo anche il progetto industriale».
Il presidente di Telecom ha confermato che ne cda del 27 settembre saranno esaminate le prime proposte. In ogni caso «non vendiamo a qualunque prezzo», ha dichiarato Bernabé.

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