No al taglio dei contributi pubblici agli editori che hanno anche interessi diversi dall’editoria, sì ad una redistribuzione che premi gli editori puri, che operano solo ed esclusivamente nel campo dell’editoria. Giancarlo Mazzuca, deputato del Pdl e membro della commissione Vigilanza Rai, commenta così la proposta del ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta di «chiudere il rubinetto dei finanziamenti pubblici a tutti gli editori impuri».
«Brunetta ha ragione -esordisce l’esponente del centrodestra- perchè in Italia vengono elargiti contributi pubblici sia ai giornali di partito che a quelli di opinione. E spesso i giornali di opinione diventano veri e propri partiti politici, perchè rispondono alle esigenze economiche dei propri editori, che hanno anche interessi diversi dall’editoria». «In questo senso -prosegue Mazzuca- l’Italia è un Paese anomalo rispetto ad altri dell’area anglosassone, dove ci sono solo editori puri che hanno solo interessi nei propri giornali». «Senza arrivare alla conclusione drastica di non dare contributi pubblici agli editori impuri, si potrebbero agevolare e privilegiare quelli ai pochi editori puri che ci sono in Italia. Sarebbe -conclude Mazzuca- un esempio di vera libertà di stampa rispetto alle lobby economiche».
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