Diciamo a tutti che la libertà di informazione è la prima condizione della libertà e dell’autonomia di tutti.
La libertà non può essere mai messa al guinzaglio da nessuno e non è mai garantita da rapporti di scambio e favori e di dispetti tra le parti. (…)
Diamo inizio quindi alla nostra farsa, perché – come è noto – non c’è nessun rischio e nessun attacco alla libertà: nessun tentativo di legge bavaglio, nessun disegno di legge Alfano sulle intercettazioni telefoniche con divieto di dare notizie sulle inchieste giudiziarie, nessun disegno di legge analogo, così detto ddl Mastella c’è mai stato; nessun tentativo di omogeneizzare l’informazione radio televisiva mai è avvenuto; nessun tentativo di far tacere i giornalisti scomodi e di intimidire i giornali critici con il potere è stato mai compiuto. Nessuna vendetta mediatica è stata compiuta, nessuna lite temeraria è stata mai avviata contro giornale giornalisti. E i giornalisti mai sono stati indicati come nemici, farabutti e delinquenti. (…)
Con serenità, come giornalisti, diciamo che non creiamo, non scegliamo, nemici.
Nemici sono coloro che negano il diritto dei cittadini a sapere e il dovere di informare che a noi è chiesto di esercitare. Non scegliamo noi questi nemici. Nemici sono coloro che immaginano l’informazione come altra cosa e non qualcosa di veramente rilevante e importante da preservare sempre, in ogni stagione; qualcosa che alimenta la vita democratica delle persone e la loro dignità di cittadini pensanti.
I giornalisti allora hanno nemici conclamati in chi ostacola la verità. (…)
L’articolo 21 è il frutto di tanta storia, tante battaglie, tanta consapevolezza.
Non si tratta di un tabù o di un feticcio. Senza libera circolazione delle idee e delle opinioni, la società dell’informazione, che è la condizione nella quale oggi ci troviamo, una società che vede nell’informazione uno dei suoi fattori di crescita, questa nostra società deperisce e muore.
E allora eccoci qua, “farabutti” e protagonisti di una farsa. Ci troviamo oggi – e non per la prima volta – a confliggere con poteri costituiti: poteri di governo; iniziative parlamentari limitative; potenti interessi economici e finanziari.
I giornalisti sono donne e uomini che possono essere asservibili a ciascuno di questi interessi, oppure possono rifiutare la farsa di chi sostiene che in Italia non sta accadendo nulla e, di conseguenza, decidere con serietà e onestà intellettuale di appellarsi all’opinione pubblica dicendo con chiarezza che ad essere in crisi è la vostra la nostra libertà di cittadini; una libertà che è tale se e quando è nutrita quotidianamente da un informazione libera e completa.
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