Madame Figaro cerca di tutelare il suo marchio dalla contraffazione,
ma finisce per subire un danno d’immagine maggiore. Sono stati
centinaia i messaggi d’indignazione apparsi sulla pagina Facebook del
settimanale femminile del quotidiano Le Figaro, una volta circolata
la notizia che il periodico ha costretto l’insegnante Elise Figaro a
cancellare il suo blog «La classe di Mme Figaro». La minaccia è stata
quella di accusarla di contraffazione, reato che prevede in Francia
fino a tre anni di reclusione e 300 mila euro di risarcimento.
Gli internanti hanno bollato l’iniziativa come «assurda», «una degenerazione»
tanto che Madame Figaro ha pubblicato un comunicato per
cui «si cercherà di vivere la nostra omonimia felicemente!». Troppo
poco: le critiche sono proseguite e il periodico ha dovuto dichiarare
che «si tratta di una procedura che parte in automatico. Prenderemo nuovi contatti con Mine Figaro».
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