La prima pagina di un numero dell'Unità con in evidenza il nome della testata
Voci allarmanti riferiscono dell’intenzione del gruppo editoriale Veneziani di acquisire la testata senza avvalersi della professionalità dei suoi lavoratori, giornalisti e poligrafici. Se fosse vero, si tratterebbe di un fatto gravissimo per i lavoratori e per la storia della sinistra, di cui l’Unità è stata e dovrà continuare ad essere il giornale di riferimento». Da quanto si legge in una nota del comitato di redazione de l’Unità e della Federazione nazionale della Stampa. «Per noi restano valide le dichiarazioni pubbliche del tesoriere del Pd Francesco Bonifazi – prosegue la nota -, che a dicembre aveva annunciato un paragrafo aggiuntivo all’offerta Veneziani nel quale si esplicitava l’impegno ad avvalersi prioritariamente dei lavoratori della Nie, oggi in cassa integrazione straordinaria. Ora che l’offerta, unica in campo, è all’esame del tribunale di Roma, è urgente fare chiarezza con la massima trasparenza sul piano industriale e occupazionale della società ». «Assieme alla Fnsi e alle associazioni territoriali di stampa – sostengono ancora cdr e Fnsi – torniamo a chiedere ancora una volta (come abbiamo fatto testardamente in tutti questi mesi senza ricevere risposte) un incontro immediato con l’editore Veneziani, capofila della cordata di cui fa parte anche la fondazione Eyu del Pd. Per quanto ci riguarda, resta fermo il principio che i lavoratori di un giornale sono inscindibili dalla testata per cui hanno lavorato. Su questo punto non arretreremo di un passo e difenderemo le nostre ragioni in ogni sede, politica, sindacale e legale».
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