I contributi all’editoria saranno commisurati ai fondi che di volta in volta verranno stanziati nel bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. A prevederlo è il decreto che riforma la materia (atto 183), messo a punto dal sottosegretario con delega all’editoria, Paolo Bonaiuti, e approdato, per il parere, obbligatorio ma non vincolante, delle competenti Commissioni. Le nuove regole cominceranno a valere sui contributi per il 2011 erogati nel 2012. Ma il principio è stato già anticipato nella Finanziaria 2010, scatenando le reazioni contrarie dell’intero arco parlamentare. E’, infatti, bipartisan l’emendamento al decreto milleproroghe, in Commissione Affari Costituzionali al Senato, che opera lo slittamento di due anni della clausola. A favore del quale c’è l’impegno dello stesso Bonaiuti, per allentare la tensione in un settore che è già in crisi e in cui il cambio in corsa delle regole dei finanziamenti rischia pesantemente di mettere a repentaglio anche i crediti finora concessi dalle banche.
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