I comunicatori pubblici e privati, che oggi versano i contributi all’Inps, potrebbero essere “affidati” all’Inpgi. Con un colpo, verrebbero “sanati” i buchi dell’istituto di previdenza dei giornalisti dato che l’operazione comporterebbe il trasferimento di risorse per 130 milioni di euro. Il passaggio sarebbe a costo (quasi) zero per le casse pubbliche, dato che l’Inpgi è istituto privato. E, contestualmente, eviterebbe costi quantificati in 6-700 milioni per un eventuale passaggio inverso, se l’Inpgi in pratica venisse accorpata all’Inps.
L’ipotesi è contenuta in un emendamento presentato alla legge di Bilancio al vaglio del Parlamento. Prevede l’iscrizione all’Inpgi per tutti i comunicatori professionali, soprattutto quelli che operano sul web, che attualmente non dipendono dall’Ordine né sono iscritti agli albi. Un provvedimento, questo, per armonizzare la realtà previdenziale alle mutate esigenze del mercato del lavoro che su internet ha trovato un campo privilegiato.
Per quelli che tra loro svolgessero attività da freelance verrebbero accomunati ai giornalisti non contrattualizzati e iscritti alla gestione separata.
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