In una nota della FNSI si legge che: “Il Sindacato dei giornalisti italiani considera importante che il Consiglio dei Ministri di oggi non abbia approvato il decreto legge sulle intercettazioni così come era stato paventato nei giorni scorsi con pesanti divieti e censure sull’informazione”.
“Un atto dell’esecutivo – prosegue la nota – che riconosce anche, e soprattutto, l’attiva mobilitazione della categoria dei giornalisti che attraverso una intesa stretta tra Ordine, Fnsi e Unione dei cronisti, ha saputo impedire, per l’immediato, che si giungesse ad una legislazione fortemente punitiva nei confronti dell’informazione. La categoria giornalistica è tutt’altro che insensibile ai temi della riservatezza della sfera privata dei cittadini ma nello stesso tempo ribadisce che le notizie di rilevante interesse pubblico debbano essere fatte conoscere alla pubblica opinione e non negate per legge. Ciò che preoccupa giornalisti ed editori, in una insolita alleanza, è che dietro il paravento del rispetto della privacy si nasconda un inaccettabile attacco al sistema dei media. Con il Governo ed il Parlamento la Fnsi – conclude la nota – esprime la sua piena disponibilità al dialogo e, a riprova di ciò, nei giorni scorsi è stato richiesto un incontro urgente con il Presidente della Camera, Gianfranco Fini a cui seguiranno richieste analoghe alle più alte cariche dello Stato”.
Fabiana Cammarano
l più grande editore italiano è Google. Sì, Google, che non ha un solo giornalista,…
Dieci milioni di euro per sostenere le edicole italiane, rimborsare una parte dei costi di…
Annalisa Cuzzocrea è la nuova direttrice dell’Huffington Post Italia. Lo ha comunicato il gruppo Gedi.…
Il giornalismo italiano invecchia, il lavoro autonomo diventa prevalente e il divario economico tra dipendenti…
L’informazione italiana dovrebbe raccontare quello che accade sui territori, in Italia e nel mondo. Ma…
Barachini lancia l’allarme social. Dopo gli scontri a Milano, il sottosegretario alla presidenza del consiglio…