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L’ALTRO, IL FATTO E TERRA. L’EDITORIA A SINISTRA NON CONOSCE CRISI

Non si definiscono figli minori, e niente hanno a che vedere con “Liberazione”, “il Manifesto” e “ l’Unità”. Stiamo parlando dei tre nuovi prodotti editoriali che stanno per aggredire il mercato dei lettori “a sinistra”. Due di essi già litigano per trovare lo spazio più visibile nelle edicole (“Terra” e “L’Altro”), il terzo (Il Fatto), è già in rampa di lancio per settembre. Se c’è così tanto spazio a sinistra vuol dire che vale la pena investire. Altro che crisi dell’editoria!
Insomma, un vero e proprio ribaltone. Tutto ha inizio il 15 aprile quando Luca Bonaccorsi, dopo i “rumors” che lo vedevano a capo del quotidiano fondato da Gramsci, ha dirottato faccia e soldi su “notizie verdi”. Il risultato? “Terra”. Un Tabloid di 16 pagine diretto da Pino de Maula che mira ad attirare a se tutti i simpatizzanti della sinistra “ecologica”. Se ci riuscirà è presto per saperlo. La tiratura è di 80 mila copie per 6 giorni la settimana. L’investimento è stato ingente, il break even è ancora un miraggio.
Partenza decisamente ad handicap per “L’Altro” di Sansonetti. Annunciato come il nuovo quotidiano di sinistra, delude lettori e simpatizzanti sin dalla sua prima uscita nelle edicole. Trattasi innanzitutto di un periodico e non di un quotidiano (come più volte annunciato dallo stesso Sansonetti nelle numerose campagne promozionali) ma soprattutto non c’è alcuna indicazione del prezzo di copertina. Non solo. Pare che l’uscita nelle edicole, inizialmente prevista per il 1 maggio, sia stata ritardata poiché qualcuno aveva già registrato al Tribunale una testata con lo stesso nome. Un episodio davvero singolare. Ma non potevano controllarle prima tutte queste cose?
Per fortuna ci restano le dichiarazioni di Sansonetti:”il giornale non prenderà alcun soldo pubblico”. Meno male. Potremmo dire in questi casi.
Non ci resta “altro” che aspettare il mese di settembre quando uscirà in edicola “Il Fatto” di Padellaro, che a detta dello stesso giornalista silurato dall’Unità a beneficio di Concita de Gregorio sarà il principale concorrente del quotidiano fondato da Gramsci. In che modo Padellaro e Travaglio andranno d’accordo è tutto da scoprire. Intanto l’Unità è in piena crisi di vendite. Soru ha venduto la controllata Tiscali in Gran Bretagna e non ha nessuna intenzione di ricapitalizzare. Vuoi vedere che Padellaro troverà la strada spianata a settembre?
Ivan Zambardino

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