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LA SARDEGNA DIGITALE PENALIZZA LE TV LOCALI

Sono arrivati i primi dati Auditel sulla Sardegna, il laboratorio dell’Italia digitale, la prima regione dove le frequenze televisive sono state assegnate. Inoltre, la Sardegna vale il 2,98% dell’ascolto e il 2,82% della popolazione italiana. Per questo i dati Auditel in questione sono molto importanti per operatori televisivi e pianificatori pubblicitari. In particolare quelli riguardanti il periodo successivo al 31 ottobre, quando è stato spento l’ultimo impianto analogico.
I primi risultati che si osservano, confrontando le elaborazioni del periodo 2 novembre-13 dicembre 2008 con quelle dello stesso periodo del 2007 mostrano che i sei canali generalisti di Rai e Mediaset sono scesi dall’83,71% al 76,51% di quota sui televisori accesi (non sul totale dei telespettatori e della popolazione, come spesso erroneamente s’intende). Mediaset perde molti più ascolti della Rai. Le reti del Biscione, infatti, perdono quasi sei punti percentuali (-5,87%) in un anno. La Rai scende dal 40,43% al 39,10% con le tre reti generaliste ma a queste può aggiungere l’ottimo 4% della sua offerta digitale arrivando al 43,17% (rispetto al 41,2% del 2007), con, in particolare, Rai4 sugli scudi. Sale l’ascolto dei canali targati Sky (Cinema e Calcio), dall’1,9% al 3,5%. La 7, invece, è praticamente ferma al 2,2% di share media. Le altre tv, comprese quelle locali, guadagnano l’1,44% ma si tratta di un dato da disaggregare quando vi sarà un maggior numero di case digitali.
La redistribuzione degli ascolti, che premia canali di nicchia, rispecchia quanto avviene in Europa. Con una differenze di fondo, rispetto per esempio alla Francia: che qui in Italia gli editori sono, almeno per ora, sempre gli stessi.
Adesso la domanda da porsi è se quanto accade in Sardegna si ripeterà altrove. Non dimentichiamo che, nel 2009, secondo il calendario stilato dal Governo, passeranno al digitale le province di Torino e Cuneo, Roma e gran parte del Lazio (escluse la provincia di Viterbo e la città di Civitavecchia), Napoli e gran parte della Campania.
Fabiana Cammarano

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