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LA NET COALITION FA QUADRATO CONTRO LE LEGGI BAVAGLIO SOPA E PIPA

È annunciato per il 23 Gennaio l’ammutinamento della rete: Skype, Facebook, Google, Yahoo, Twitter, Amazon ed eBay solo per citarne alcuni, sono pronti a fare resistenza contro il disegno di legge Sopa (Stop Online Piracy Act), avanzato dal repubblicano Lamar S. Smith.
I mezzi proposti dalla legge per arginare la pirateria in rete hanno già sollevato un polverone di proteste che vanno dal gruppo di attivisti del web “Anonymous” fino ad arrivare ad Erich Schdmit presidente di Google.
I termini proposti dalle legge per la chiusura dei siti che violano il copyright, è giudicata eccessivamente restrittiva da parte dei gestori della rete e dagli utenti.
Per i violatori dei termini stabiliti dalla Legge, sarebbero previste condanne dure che prevedono fino a cinque anni di carcere ed una previa ed immediata chiusura del sito incriminato senza possibilità di processo per discolpa.
Queste misure definite “draconiane” sempre da Schdmit, hanno portato a riunire tutte le principali aziende avverse al provvedimento a riunirsi nel gruppo di opposizione “NetCoalition”, capeggiato da Markham Erickson.
Il capogruppo fa sapere che lo sciopero del 23 non è ancora confermato con totale certezza, ma probabilmente si tratta solo di una tattica di temporeggiamento per depistare il nemico.
Ma il quella del 23 Gennaio resta comunque una data centrale e non scelta
a caso, dal momento in cui il giorno successivo il 24 Gennaio il Congresso statunitense si appresterebbe al varo del Protect Ip Act (PIPA), palliativo per così dire della legge Sopa.
Il Protect Ip Act è una proposta di Legge presentata dal senatore Patrick Leahy che se approvata dal Congresso, permetterebbe al governo di limitare l’accesso del pubblico ai siti web che non hanno ragione di esistere se non quella pirata della violazione dei diritti d’autore.
Inoltre Il Protect Ip Act, assieme alla legge Sopa, potrebbe effettivamente eliminare le disposizioni di “porto sicuro” del Digital Millennium Copyright Act, che concede l’immunità ai siti Web dai processi fintanto che agiscono in buona fede.
Le ragioni per schierarsi contro i provvedimenti che leverebbero ossigeno alla rete, ci sono tutte ma forse perseguire la strada dello sciopero significherebbe fare il gioco dei censori del web.
È quanto emerge da un sondaggio di Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia che ha domandato ai suoi utenti se secondo loro fosse giusto interrompere il servizio per un’intera giornata per protestare contro il disegno di legge Sopa.
L’87 per cento degli intervistati si è detto contrario allo sciopero, una percentuale alta che dimostra di non voler rinunciare neanche per un giorno
all’imprescindibile servizio di informazione offerto dal web.

Alberto De Bellis

editoriatv

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