A Vito Crimi i giornali non piacciono. Lo si è sempre saputo. La cosa (più o meno) nuova è che non piacciano manco le reazioni del “popolo del web” che ha decretato – nemmeno troppi anni fa – il successo elettorale del Movimento di cui è (sempre meno) provvisorio capo politico.
Il caso Castelli ha fatto infuriare Crimi che ha parlato apertamente di nausea, addirittura: “Trovo nauseante come certa stampa abbia completamente reinventato le parole di Laura Castelli, attribuendole virgolettati mai pronunciati e trasformandola in un bersaglio. Eppure il suo è un ragionamento di buon senso: cosa c’è di sbagliato nel ritenere che in questi tempi di grave crisi lo Stato debba essere al fianco delle aziende in difficoltà e debba accompagnare chiunque voglia riconvertire la propria attività per adattarsi alle nuove sfide che ci attendono?”. Ecco che vuol dire riconvertire, secondo la Treccani.
“Ma i detrattori del Movimento non si fermano davanti a nulla, non hanno dignità e della correttezza non sanno che farsene. E allora ecco che una corretta affermazione viene riscritta a proprio piacimento, rilanciata e poi cavalcata dalla politica più becera con il solo obiettivo di scatenare reazioni scoordinate contro la nostra viceministra”. Mica l’opposizione anglosassone della Taverna, per intenderci, una che un po’ di tempo fa, dava dei mafiosi agli (attuali) compagni di governo del Pd.
“Ed ora, sull’onda di questa pietosa disinformazione, qualche animale da tastiera arriva perfino a rivolgerle minacce di morte”. Ah, i bei tempi quando le minacce e gli insulti arrivavano direttamente dalle aule parlamentari da cui, come accadde nel 2014, si poteva anche affermare che le deputate del Pd erano tali solo perché brave a fare i pompini. Crimi, ora che la furia del web colpisce i suoi è “Senza parole. È l’ennesima dimostrazione di quanto irresponsabile e priva di professionalità sia una fetta rilevante della gran cassa mediatica italiana. Forza Laura, il MoVimento 5 Stelle è con te. Andiamo avanti”.
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