La critica è soprattutto rivolta all’arbitrarietà del metodo usato dal Garante per modificare le tariffe, che viola il principio di prevedibilità regolamentare. La normativa di riferimento è l’articolo 8 della direttiva quadro, che prescrive alle autorità di regolamentazione un approccio coerente nell’arco di opportuni periodi di revisione. Un principio caro all’Unione, perchè contribuisce a mantenere nel mercato unico i presupposti per gli investimenti nelle reti di nuova generazione. Inoltre, la delibera non garantirebbe condizioni di programmazione stabili per gli operatori . L’accusa si basa sull’incertezza delle analisi di mercato disposte dall’Agcom. La Commissione Europea fa notare che l’Autorità ha avviato in parallelo due consultazioni pubbliche, una avente ad oggetto la determinazione dei prezzi di accesso e l’altra inerente l’analisi completa dei mercati. Un approccio che la Commissione non condivide, dal momento che creerebbe solo confusione sul mercato. L’Europa sembra non aver gradito l’iperattività dell’Agcom, a poche settimane dall’adozione della raccomandazione sull’applicazione di obblighi di non discriminazione e metodologie di determinazione dei costi uniformi.
Un altro punto interrogativo è rappresentato dalla determinazione del WACC, un parametro economico che incide notevolmente sui livelli dei prezzi d’accesso. La Commissione accusa l’Autorità di aver stabilito le tariffe con un indicatore che differisce nel valore da quelli prefigurati nelle ultime consultazioni pubbliche. Riguardo alla questione dello scorporo della rete, l’UE invita il Garante a non tirarla in ballo per giustificare ritardi nelle analisi di mercato. Consapevole dell’importanza dell’operazione, la Commissione consiglia all’Agcom di predisporre un’analisi separata, da svolgere con la cooperazione di Telecom Italia. Attualmente la delibera è sotto la lente del BEREC, l’organismo di controllo dei regolatori europei. Terminata la valutazione, l’Autorità potrà decidere se ignorare le osservazioni che ne scaturiranno o, più probabilmente, modificare lo schema di provvedimento.
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