Editoria

La Città torna in edicola, il Sugc: “Una manovra spregiudicata”

La Città di Salerno è tornata in edicola, così come è tornato online, e aggiornato, il suo sito. Ma i giornalisti licenziati restano fuori dal progetto editoriale che, liquidata la Edizioni Salernitane srl, adesso è gestito dalla società Quotidiani Locali srl. Il direttore, Antonio Manzo, è rimasto lo stesso, così come la stragrande maggioranza dei collaboratori del quotidiano salernitano, le cui firme campeggiano sulla (nuova) edizione del giornale.

Chi manca all’appello, dunque, sono i giornalisti della redazione che, sabato scorso, hanno diffuso sul corso Vittorio Emanuele di Salerno le copie del “foglio” autoprodotto insieme agli esponenti politici della formazione di sinistra radicale di Potere al Popolo. Nel giornale si dissociavano dal nuovo corso de La Città, affermando che il progetto storico è stato snaturato e che non si può più parlare di laboratorio democratico.

Tra i lettori resta la confusione: quale “Città” trovano in edicola? Per gli esponenti del Sindacato unitario di Giornalisti Campani,  si tratta di “una manovra spregiudicata, realizzata in dispregio di tutte le regole che non può essere tollerata in uno Stato di diritto dove il lavoro conserva ancora qualche tutela”. E dunque: “La Federazione nazionale della stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania hanno già attivato i propri uffici legali per ricorrere in ogni sede per bloccare questa operazione. Ai colleghi cassintegrati, che questo giornale lo hanno fondato e lo hanno portato a diventare un bene comune di Salerno e della sua provincia, va tutta la nostra solidarietà”.

Infine la stoccata al direttore: “Ci meraviglia che a firmare il giornale sia Antonio Manzo, lo stesso direttore responsabile che firmò i licenziamenti per il giornale chiuso il 12 febbraio scorso. Ci aspettiamo adesso che l’Ordine dei giornalisti intervenga per le proprie competenze e valuti se il comportamento del direttore è conforme agli obblighi e ai doveri, a cominciare da quello di lealtà nei confronti dei colleghi, della professione”.

Ivan Zambardino

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