Scambio di accuse tra Usa e Cina sul fronte dei cyber attacchi in rete.
A seguito dell’ondata di incursioni informatiche perpetuate ai danni dei portali delle major delle telecomunicazioni (Facebook, Twitter, Microsoft) la caccia al pirata è appena iniziata.
Finita da subito nella black list delle maggiori indiziate, la Cina ora rimanda al mittente tutte le accuse ricevute dai suoi detrattori a stelle e strisce.
La strategia adottata dagli abitanti all’ombra del dragone, si basa sulla contro accusa e da accusata si trasforma in vittima.
Le autorità di Pechino hanno infatti denunciato 144mila attacchi subiti al danno del portale web della sicurezza cinese, dietro cui si celerebbe lo zampino dell’America.
I fatti al momento sono ancora da accertarsi ma rimane comunque una tensione irrisolta tra i due paesi che allarma soprattutto le autorità dell’IT come Chester Wisniewski.
Il security advisor di Sophos intravede nel cyber conflitto che si è scatenato tra le due potenze, una strategia per confondere le acque in modo tale da sommergere altre questioni più prominenti.
Il rischio è infatti quello di trascurare la sicurezza dei singoli utenti del web, in relazione al dispiegamento di autorità a salvaguardia dei grandi nomi della rete.
Insomma se all’erta sulla protezione deve essere, che lo sia per tutti.
Alla fine, gli Elkann hanno veramente venduto Gedi ai greci di Antenna. L’affare è ufficiale:…
Non cambia niente, per ora, a Repubblica. Almeno in teoria. Mario Orfeo rimarrà direttore del…
La Fieg replica alle ragioni Fnsi alla base del doppio sciopero dei giornalisti indetto per…
Scoppia il caso Citynews anche a Palermo. Dopo i licenziamenti che hanno colpito diverse redazioni…
Il decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 in tema di proroga di disposizioni normative, è…
Braccio di ferro a Tiscali dopo la decisione di licenziare dodici giornalisti. L’Assostampa sarda è…