Il sistema giuridico cinese ha deciso di inasprire le leggi contro i crimini informatici, nel tentativo di arginare un fenomeno dilagante che nella Repubblica popolare appare ormai fuori controllo.
Secondo l’annuncio congiunto della Corte suprema e della Procura suprema del popolo, un hacker cinese rischia fino a sette anni di carcere, con pene intermedie di almeno tre anni di detenzione a seconda della gravità del reato. Il giro di vite, ha spiegato Zhou Guangquan – professore di Diritto penale alla Tsinghua University di Pechino – va a modificare la legge del 2009, quando per la prima volta i crimini online sono stati introdotti nel codice penale cinese. (Lettera 43)
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