Con 307 Sì e 271 No e 2 astenuti, la Camera dei deputati ha approvato la fiducia che il governo ha posto sulla Finanziaria. I deputati presenti erano 580 e la maggioranza richiesta di 290. Domani si svolgerà il voto finale sull’intero provvedimento.
Il testo che passerà al Senato per l’esame definitivo è dunque quello licenziato dalla Commissione Bilancio che vede rispuntare la norma che dispone un limite allo stanziamento dei contributi e delle provvidenze all’editoria e cancella il diritto soggettivo ad ottenerli. L’erogazione dei contributi viene limitata all’effettivo stanziamento di bilancio dello Stato e ripartita tra i vari soggetti “fino a esaurimento” mentre il requisito della rappresentanza parlamentare per l’accesso ai contributi non è richiesto per le testate che risultano essere giornali o organi di partiti o movimenti politici anche se abbiano mutato forma giuridica.
Intanto, il ministro Giulio Tremonti si è impegnato a “salvaguardare le testate che hanno una tradizione storico-culturale” attraverso il decreto milleproroghe che verrà presentato dal governo durante il Consiglio dei Ministri di domani.
Slc Cgil chiede impegni ad Antenna sui livelli occupazionali nel gruppo Gedi. Il sindacato, uscito…
Il Garante privacy ha irrogato a Enel Energia una sanzione di oltre 500mila euro per trattamento illecito…
Hoepli, si fa avanti Mondadori. Spunta l’offerta per rilevare il ramo scolastica della casa editrice…
L’Associazione lombarda dei Giornalisti sarà in campo: il 27 marzo le penne lombarde resteranno ferme…
Il Sole tramonta su Gedi. Su quello che doveva essere, con il passaggio agli Elkann,…
Il mondo dell’informazione si prepara a fermarsi in due date chiave: il 27 marzo e…