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L’ EDITORIA LIBRAIA ED IL PRINT ON DEMAND. LA NUOVA FRONTIERA PER EVITARE SPRECHI DI CARTA

Il sistema distributivo del libro in Italia poggia su un meccanismo economico perverso che obbliga gli editori a mandare al macero le rese delle librerie, cioè l’invenduto rispetto alle copie distribuite, che ormai rappresenta circa il 70% delle tirature, concepite secondo una logica insana: si stampano 10.000 copie sapendo che se ne venderanno 3.000 ed è in relazione a queste che si calcola il prezzo di copertina al netto dei costi distributivi che, sfiorando il 60%, sono tra i più alti in assoluto rispetto a qualsiasi altro prodotto.

Ciò è giustificato dal fatto che la legge prevede una valorizzazione obbligatoria del magazzino in relazione al prezzo di copertina e all’anno di produzione, finendo per tassare l’invenduto piuttosto che il reddito. Il macero è dunque un mezzo per distruggere legalmente milioni di libri in relazione alle proprie esigenze di bilancio. Il magazzino è quindi il vero problema dell’editoria tradizionale, la cui gestione rappresenta il costo principale di un editore.

Con le tecniche di stampa tradizionali produrre e pubblicare un libro in meno di mille copie è generalmente antieconomico. Un altro aspetto critico è la distribuzione: gli editori devono fornire l’opera alle librerie “in conto vendita”, con i conseguenti costi di magazzino, di cui abbiamo già parlato, trasporto e amministrazione. La conseguenza è che gli editori sono restii ad assumersi il rischio di pubblicare opere di autori esordienti o di ristampare titoli esauriti.
Nel sistema print on demand, invece, le opere esistono inizialmente in formato digitale, ma sono già inserite nel repertorio ufficiale dei libri in commercio. Quando un acquirente desidera una copia, questa viene ordinata, in libreria o via internet, stampata su richiesta e spedita in libreria o direttamente al cliente in pochi giorni. Il prezzo è comparabile o addirittura inferiore a quello di un libro stampato con il metodo tradizionale e la qualità molto vicina a quella dei formati tascabili.
Il print on demand è una tecnologia che rivoluziona il modo di produrre, di distribuire e di acquistare i libri, di conseguenza rivoluzionerà il mercato dell’editoria. Questa tecnologia è semplicemente uno strumento, una soluzione intermedia che combina i vantaggi del libro tradizionale e le opportunità offerte dalle nuove tecniche di stampa. Il Print on Demand propone nuove prospettive. Esso affianca, e in parte sostituisce, il tradizionale processo di stampa, attraverso l’utilizzo di file digitali che consentono un trasferimento su supporto cartaceo dei testi richiesti. Rappresentando il ponte vitale tra editoria elettronica e l’attuale situazione dell’editoria tradizionale.
La stampa diviene un processo a richiesta personalizzato, dove l’utente determina autonomamente i requisiti che preferisce per il libro richiesto. Il tradizionale medium cartaceo stampato in quantità prefissate, in un numero determinato di copie conservate nei magazzini, viene con questo procedimento sostituito da un’unica copia digitale, snellendo così le fasi di distribuzione, eliminando lo stoccaggio delle copie cartacee e abbattendo notevolmente i costi di produzione del libro. Per lo stoccaggio si utilizzano i server, decisamente più economici dei magazzini in termini di spazio, ma soprattutto in relazione alle spese di gestione. Per la distribuzione si utilizza la rete, senza bisogno dei distributori, i quali concorrono alla lievitazione dei costi sui prodotti dell’industria editoriale.
In Italia questa trasformazione è già in atto. Per i risultati bisogna aspettare ancora un po’. (Ivan Zambardino)

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