Enzo Jacopino, segretario del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, ha messo l’accento sulla questione cruciale di una categoria «dimenticata». «È facile, nella attuale contingenza, doveroso e giusto segnalare le gravi difficoltà del settore – scrive Jacopino in una nota – ma l’invito all’assunzione di responsabilità non può essere rivolto solo al governo, reclamando misure adeguate, e tanto meno ai giornalisti». Dov’è «la responsabilità di quegli editori che pagano fino ad 1,03 (sì, 1 euro e 3 centesimi) a pezzo; quelli di quanti ne versano poco più di 3 e così via insultando la professionalità di migliaia di precari?» si domanda. «I richiami al senso di responsabilità sono più credibili quando si ha la capacità di guardare per primi in casa propria. E sono doverosi – conclude – in una situazione di emergenza».
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