Iva sugli ebook al 4%, ma i prezzi non scendono

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Iva giù per gli ebook, ma ci saranno davvero benefici per i consumatori?
Iva giù per gli ebook, ma ci saranno davvero benefici per i consumatori?

L’Iva sugli ebook è stata equiparata dal primo gennaio a quella dei libri cartacei, una causa perorata dall’Associazione Italiana Editori (Aie) tramite la campagna su web e social network dal titolo #unlibroèunlibro iniziata lo scorso 31 ottobre. Il provvedimento fa parte del maxiemendamento di Governo alla legge di stabilità per il 2015 che “prevede, ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, di considerare libri tutte le pubblicazioni identificate da codice Isbn e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica”; in questo modo, sostiene il Mibact, l’Iva sugli ebook viene “abbassata al 4% ed equiparata a quella prevista per i libri cartacei, superando così un regime fiscale discriminatorio sulla lettura”. In sostanza: l’Iva sui libri digitali scende dal 22 a 4%, mentre i 7,2 milioni di mancato gettito verranno coperti dal fondo per interventi strutturali di politica economica.

Meno Iva – più lettori?
Gli ebook potranno salvare la lettura in Italia?, verrebbe da domandarsi. Già, perché nel Belpaese a leggere sono davvero in pochi e sembra quasi di trovarsi in un circolo vizioso, senza vie d’uscita, dove la divisione tra chi legge e chi no è netta e vede i secondi in grande maggioranza. Oltretutto i lettori forti sono in diminuzione di anno in anno.
Solo il 43% degli italiani dichiara di leggere almeno un libro all’anno, tuttavia la lettura di ebook si sta diffondendo anche qui da noi: nel 2013 sono aumentate a dismisura le vendite di ereader, tablet e smartphone. Secondo il Corriere della Sera, “nei primi nove mesi del 2014, le novità uscite in digitale sono state 28.133, il 27% in più dello stesso periodo del 2013. Con la fetta di mercato degli ebook che, a fine 2014, raggiunge il 5% di quello complessivo del libro, contro il 3% di un anno fa (stime Aie)”.
Neanche l’abbassamento dell’Iva sembra sortire effetti, anche perché, come riporta Digital Day, l’abbassamento dell’Iva sugli ebook non si è tradotto in un calo del prezzo dei libri: Amazon, Ibs, Kobo e Feltrinelli hanno ancora gli stessi prezzi di vendita del 2014. Secondo i dati attualmente a disposizione, da prendere comunque con le pinze dato che prendono in esame una piccola fetta dei cataloghi, sembrerebbe che a fronte di pochi ribassi ci siano alcuni ritocchi verso l’alto rispetto al 2014.

Nessun beneficio per i consumatori
A giudicare da questi dati, sicuramente incompleti ma che danno comunque da pensare, la riduzione fiscale sembra finire nelle tasche degli editori (i poco più di 7 milioni citati in precedenza).
Ancora una volta, nonostante la lodevole campagna promossa dall’Aie, ciò che doveva salvare l’editoria italiana (già, l’ebook a un certo punto sembrava dover essere il salvatore dell’intero settore) non si traduce in un reale beneficio per i consumatori. Oltre a questo, come rivela Wired, bisogna pensare che gli editori di quotidiani e periodici vorrebbero fosse attuato lo stesso ribasso dell’Iva anche per i prodotti d’informazione.

Italia a rischio infrazione
Come ciliegina sulla torta, l’abbassamento dell’Iva al 4% viola le regole europee: l’Italia rischia l’apertura di una procedura di infrazione, come già successo in Francia e Lussemburgo (sempre per la riduzione dell’Iva sugli ebook). Il provvedimento, quindi, potrebbe avere vita brevissima ed essere modificato se non addirittura ritirato alle prime avvisaglie di sanzioni da parte dell’Ue, in barba alla conclamata “epic win” di nemmeno un mese fa. Staremo a vedere, nel frattempo però la vicenda ha tutte le sembianze dell’ennesima beffa, soprattutto per i cittadini.

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