Israele, muore un giornalista Reuters. La guerra inizia a mietere il suo tributo di sangue anche in Medio Oriente. Piovono bombe su Gaza e al confine con il Libano. E a pagare sono i civili e, in questo caso, anche i giornalisti. A perdere la vita, in un attacco che ha interessato una postazione di cronisti, è stato Issam Abdallah, video-fotoreporter che ha pagato con la vita il suo impegno e il suo lavoro. L’uomo, secondo quanto rivelano fonti giornalistiche, sarebbero stato letteralmente dilaniato una bomba piovuta sulla postazione in cui c’erano i giornalisti che documentavano gli scontri e l’inizio dell’offensiva di terra.Nell’attacco sono rimaste ferite, in modo grave, due giornaliste di Al Jazeera Thaer Al-Sudani e Maher Nazeh oltre a due giornalisti dell’agenzia di stampa francese.
La fine di Abdallah, il giornalista Reuters ucciso in Israele, ha scatenato una valanga di reazioni. Furiosa quella di Reporter Sans Frontieres, si è trattato di un “attacco deliberato”. L’organizzazione ha promesso che “se dovesse risultare che si tratta di un atto intenzionale” sarebbe determinata ad accusare chi l’ha compiuto di aver concretizzato “un crimine di guerra”. Rsf ha ricordato il caso di Shireen Abu Akleh, la reporter di Al Jazeera che “indossava un giubbotto stampa e che è stata uccisa anche lei da un proiettile israeliano per loro stessa ammissione” e ha ricordato che “ad oggi c’è ancora impunità per questo crimine”.
La Casa Bianca ha fatto sapere di “pregare” per Issam Abdallah ma l’episodio rischia di innescare un nuovo vespaio di polemiche. Il clima per i giornalisti si è fatto pesantissimo. Anche la Bbc ha denunciato: “Una delle nostre squadre arabe di BBC News a Tel Aviv, in un veicolo chiaramente contrassegnato come appartenente ai media, è stata fermata e aggredita ieri sera dalla polizia israeliana. I giornalisti devono poter riferire liberamente sul conflitto”.
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