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ISIS. LiveLeak rifiuta di pubblicare il video dell’uccisione di Steven Sotloff

LiveLeak non è di certo un sito famoso per bloccare i contenuti che i suoi utenti inseriscono nella piattaforma. Ma nel caso delle decapitazioni a opera dell’ISIS, la creatura di Hayden Hewitt ha deciso di dire basta, rifiutandosi di pubblicare altri video contenenti le esecuzioni dei reporter americani.

Con il nuovo filmato riguardante la morte di Steven Sotloff, LiveLeak ha mantenuto fede alle intenzioni già dichiarate qualche giorno fa, motivate nel seguente modo:

“Abbiamo mostrato al mondo il vero orrore di questa forma di esecuzione più di una volta in passato e non possiamo trovare alcuna ragione convincente per cui si possa solo pensare di promuovere le azioni di questo gruppo.”

Proprio Hayden Hewitt ha ribadito il concetto in occasione di una conversazione in diretta con la comunità di LiveLeak, definendo i video dell’ISIS una pubblicità destinata a far diffondere il messaggio del gruppo in Occidente:

“Questi video sono girati, montati e rifiniti in Iraq… poi distribuiti ai media occidentali. La nostra posizione non è basata solo sul video di oggi ma sulla concreta possibilità che IS pubblichi video simili nel futuro prossimo.”

La decisione di LiveLeak ha dato vita anche a delle polemiche, da parte di chi evidentemente pensa che video del genere debbano essere trasmessi: non si tratta in questo caso di una minaccia alla libertà d’espressione o di pericolo censura, ma semplicemente di un tentativo di porre un freno a una barbarie in atto, rifiutandosi di diventare un veicolo per la propaganda dell’ISIS.

Bisogna tuttavia notare come sia stato proprio LiveLeak, nel 2004, a pubblicare diversi video contenenti esecuzioni simili dall’Iraq e dall’Afghanistan, per cui la posizione di Hayden e della sua piattaforma potrebbe sembrare ipocrita. Il fondatore lo sa bene, e prova a spiegare anche questo:

“Quando le decapitazioni sono avvenute nel 2004 e nel 2005, non c’era niente di simile visto in precedenza e ci sentimmo obbligati a mostrarle. È stato orribile, sono stati tempi brutali. […] Non vogliamo attraversare tutto questo di nuovo, le persone che lo hanno passato già lo sanno. Conosciamo i tipi di problemi che tutto ciò porta con sé, il tipo di pressione generata, una pressione senza fine.”

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