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Irlanda: stop a trattamento fiscale di favore per multinazionali

Con la nuova legge finanziaria, l’Irlanda non volta pagina solo sull’austerita’ ma anche sui trattamenti fiscali di favore riservati alle multinazionali, che di recente le avevano attirato le ire della Commissione Europea. Il ministro delle Finanze irlandese, Michael Noonan, ha infatti promesso la fine del sistema ‘Double Irish’, che consente alle aziende di spostare la sede in Irlanda per poi trasferire la residenza fiscale in qualche ‘paradiso’. “Sto abolendo la possibilita’ per le compagnie di utilizzare il ‘Double Irish’ cambiando le nostre regole di residenza”, ha spiegato Noonan, “tutte le aziende in Irlanda devono avere anche la residenza fiscale qui”. Il ‘Double Irish’ verra’ abolito l’anno prossimo, ha spiegato Noonan, ma restera’ valido fino al 2020 per le aziende che gia’ se ne avvalgono.  A spingere Bruxelles ad aprire un’indagine sulle eccessive agevolazioni fiscali godute dalle aziende in Irlanda (dove, sulla carta, pagano un’aliquota sui profitti pari al 12,5%) era stato il recente accordo con Apple, anche se le agevolazioni fiscali concesse al colosso di Cupertino erano state giustificate dagli effetti positivi sull’economia nazionale della presenza del gruppo e non si trattava dunque di un caso di ‘Double Irish’. La legge di bilancio per il 2015, basata sulla previsione di un deficit al 2,7% del Pil, e’ la prima a segnare l’uscita di Dublino dal programma di assistenza di Ue e Fmi, che avevano concesso all’Irlanda un prestito per tamponare la crisi bancaria che stava attanagliando l’ex tigre celtica. “Questa finanziaria servira’ ad assicurarci la ripresa, a costruire per il futuro ed estenderlo alle famiglie del Paese”, ha spiegato Noonan al Parlamento, prevedendo per quest’anno una crescita economica del 4,7%. In arrivo anche una riforma del fisco, che tagliera’ l’aliquota massima dal 41% al 40% e ridurra’ il peso dell’Imposta Sociale Universale sui redditi piu’ bassi. Critica l’opposizione: secondo Michael McGrath del Fianna Fail, “questa legge di bilancio non fa altro che utilizzare denaro preso in prestito per comprare voti”.

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