Editoria

Io leggo perché, donati 500mila libri alle scuole

“Io leggo perché”, gli editori donano 116mila libri alle biblioteche scolastiche italiane. L’Aie ha reso noto che finora sono stati regalati alle scuole, in sette anni, ben 2,5 milioni di libri di ogni tipo ai giovani studenti del nostro Paese. Quest’anno l’edizione ha registrato un autentico record con ben mezzo milione di libri donati alle scuole, dagli editori e, soprattutto, dai cittadini che hanno aderito all’appello di Io leggo perché. Quest’anno, l’iniziativa ha coinvolto quasi quattro milioni di studenti, 23.240 scuole iscritte, 250 nidi e 3.275 librerie.

Ricardo Franco Levi, presidente degli editori Aie ha spiegato: “Con il contributo degli editori si conclude un’altra straordinaria edizione di Io leggo perché, straordinaria perché porta a quota 2,5milioni i libri che grazie al progetto sono entrati nelle biblioteche scolastiche italiane in questi sette anni”. Levi ha sottolineato come “questo risultato è frutto di un importante gioco di squadra che oggi offre l’opportunità a bambini e bambine, ragazzi e ragazze di sentire vicino e familiare il libro nella quotidianità e avere un’occasione in più per contrastare la povertà educativa. È un viaggio lungo se si considera che più di 1 scuola su 4 di chi ha partecipato alla scorsa edizione era senza biblioteca scolastica prima di ricevere i libri di Io leggo perché”. Infine ha ringraziato chi ha consentito che anche quest’anno l’iniziativa si risolvesse in un successo: “Ma è il nostro contributo possibile grazie al sostegno del ministero della Cultura – Direzione Generale Biblioteche e Diritto d’Autore, del Centro per il libro e la lettura e del ministero dell’Istruzione, quest’anno affiancati anche dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri e da Fondazione Cariplo”. Il presidente degli editori dell’Aie ha dunque dato appuntamento alla prossima edizione con un auspicio importante: “Ci auguriamo che questa sinergia possa crescere ancora e ancora negli anni a venire e creare un effetto domino positivo”.

 

Luca Esposito

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