Quattro mesi e quindici giorni di reclusione, convertiti in 9 mesi di libertà controllata: è la condanna del giudice Fabio Mostarda del tribunale di Roma nei confronti di Gabriele Paolini, il disturbatore per eccellenza dei collegamenti televisivi, ritenuto colpevole del reato di interruzione di pubblico servizio per essersi “inserito nel campo di una ripresa del Tg3 durante un collegamento” effettuato da piazza San Giovanni il 20 aprile del 2010 dalla giornalista Francesca Lagorio, poi costretta a sospendere la diretta.
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