Il presidente dell’Authority delle comunicazioni ha ricordato che in Italia il progetto di un nuovo codice di autoregolamentazione “Media e minori” sviluppato dal precedente ministero delle Comunicazioni in un’ottica di ‘convergenza’ poneva il problema dei minori anche sulla rete web. Solo che l’obiettivo di un Codice allargato ai nuovi media “e’ tanto condivisibile quanto difficilmente realizzabile. Con l’avvento delle nuove tecnologie digitali la regolamentazione deve indubbiamente essere allargata anche agli ambiti delle nuove tecnologie, dato che queste sono i nuovi contenitori del prodotto televisivo e, oltretutto, per i ragazzi sono sicuramente piu’ attraenti della ‘vecchia’ televisione”.
Ma il compito – ha detto ancora il presidente dell’Agcom – e’ arduo, “la sfida e’ estrema, perche’ la Rete ha un ambito che travalica i confini nazionali ed anche quelli europei, e anche per la concezione ‘iperlibertaria’ con la quale Internet si e’ sviluppata”. In questo contesto, comunque, un codice di autoregolamentazione condiviso dagli operatori, dagli utenti e dalle istituzioni “appare per il momento il minimo auspicabile e il massimo praticabile” e servirebbe quanto meno a creare un quadro di riferimento per un uso meno insicuro di Internet da parte dei minori.
Calabro’ ha sottolineato infine che “rimane la necessita’ di misure piu’ incisive a livello europeo per contrastare efficacemente le attivita’ illecite e nocive per i minori”. L’obiettivo dovrebbe essere quello di sviluppare “uno spazio basato sulla liberta’ di espressione ma conciliato con il diritto fondamentale alla tutela dello sviluppo fisico, psichico e morale” dei minori.
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