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Ddl intercettazioni, nessuna frenata da parte del Pd

Il Pd punta a far arrivare in Aula il 27 luglio il ddl sulle intercettazioni. Il 22 si cominceranno a votare gli emendamenti al testo

Nessuna battuta di arresto sulla riforma del processo penale e, quindi, anche sulle leggi delega sulle intercettazioni. Il Pd, si apprende da fonti parlamentari, punterebbe infatti a far arrivare il ddl in Aula il 27 luglio, come peraltro stabilito dal calendario. E oggi, al termine della seduta della commissione Giustizia a Montecitorio, il timing è stato confermato. Martedì 22, dopo che il governo darà il proprio parere, si cominceranno a votare gli emendamenti al testo, che potrebbe quindi approdare in Aula – a meno di ulteriori delazioni decise dalla capigruppo – cinque giorni dopo: prima, quindi, della pausa estiva. La riforma del processo penale contiene diverse deleghe ma a tenere banco nel dibattito, fuori e dentro il Parlamento, sono certamente le deleghe al governo previste dall’art.25 del testo sulle intercettazioni. Punto, in questi giorni, ancor più delicato dopo l’emergere delle intercettazioni tra il premier Matteo Renzi e il generale Adinolfi. L’episodio, tuttavia, non sembrerebbe aver provocato alcuna battuta d’arresto sull’iter della riforma. Che, in quanto a intercettazioni, prevede tre deleghe. La prima produce un sostanziale giro di vite sulla loro pubblicazione. La seconda, caldeggiata in particolare dal Pd, tocca i presupposti delle intercettazioni e prevede, da un lato, l’assimilazione dei reati contro la Pa a quelli della criminalità organizzata e dall’altro la possibilità di intercettare non solo per gravi indizi ma anche per meri indizi. Punto, quest’ultimo, che avrebbe trovato Ap alquanto scettica. Su una terza delega, voluta in particolare dai centristi, è il Pd, a partire dalla relatrice del testo Donatella Ferranti ad esprimere perplessità: la delega prevede che l’acquisizione dei tabulati, che oggi viene fatta dal pm, possa avvenire solo previa autorizzazione del giudice, rendendo così più rigida la procedura. La distanza tra Pd e Ap, insomma, resta, e oggi Ferranti ha espresso parere negativo agli emendamenti centristi che prevedevano la soppressione della delega. Da martedì prossimo, quando cominceranno le votazioni sui circa 300 emendamenti al testo, i nodi verranno al pettine.

fonte: www.francoabruzzo.it

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