Punire non i giornalisti che pubblicano le intercettazioni ma gli editori, anche con pene severe come la chiusura del giornale. A proporlo è Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex sottosegretario alla Giustizia. ‘La sanzione più efficace – scrive Santelli in un intervento sul quotidiano ‘Liberò – non è quella di punire i giornalisti o i direttori delle testate, che comunque competono sul mercato dell’informazione, quanto piuttosto, utilizzando la responsabilità penale delle imprese, applicare la sanzione della chiusra del giornale o sanzioni amministrative talmente elevate da non rendere conveniente la pubblicazione delle intercettazioni«. Santelli sottolinea inoltre la necessità di intervenire, con un provvedimento, per limitare l’uso delle intercettazioni cui si è fatto un ricorso »in maniera esclusiva« nelle attività di indagine degli ultimi 20 anni: »la vertà – aggiunge – è che uno strumento considerato eccezione dal legislatore è in realtà la regola, anzi lo strumento principe delle indagini. Ciò comporta una serie di anomalie«, tra cui una »sistematica violazione della privacy anche dei cittadini totalmente estranei all’indagine giudiziaria«, e »costi talmente alti da mandare in tilt« il bilancio della giustizia.
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