Missionari, comunità di base, evangelici: tutti insieme contro la legge sulle intercettazioni, in nome della comune ”ispirazione cristiana”. Un folto gruppo di riviste e testate ha ribadito, in un appello diffuso ieri, la propria contrarietà al provvedimento voluto dal governo: ”Non possiamo sperare – scrivono le riviste cristiane – di ricevere informazioni veritiere per sovrana concessione. Abbiamo il dovere di cercarle e, una volta trovate, di verificarle, di soppesarle, di confrontarle e di valutare se possano o meno avere una rilevanza pubblica. E quindi pubblicarle”.
La legge sulle intercettazioni, proseguono, ”pone alla ricerca della verità molte, troppe limitazioni che, impedendo di portare alla luce fatti e circostanze, compromette alla radice il perseguimento di quel bene comune che è, anche secondo il magistero sociale delle Chiese cristiane, il fine ultimo della politica”.
”Mai come in questi ultimi anni – si conclude l’appello – la dimensione etica del tessuto sociale e civile, nel nostro Paese, è stata minacciata. La risposta non può essere un minore, bensì un maggiore senso della verità. E quindi una maggiore tutela della libertà di informazione. Oltre ai limiti posti alla magistratura e ai mass-media dal disegno di legge in discussione, l’aggressione alla libertà di informazione minaccia l’essenza stessa della democrazia. E l’essenza stessa del cristianesimo, per cui solo la verità fa veramente liberi”.
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