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Mentana sbuffa, Mediaset lo tenta (forse): che succede a La7?

C’è un contratto in scadenza, ma dicono tutti che non c’entra. Il tema non è secondario. Perché Enrico Mentana ha espresso pubblicamente un certo malumore nei confronti di una linea che ritiene troppo sbilanciata, in casa La7, a favore dell’opposizione. Una scelta strategica, prima ancora che editoriale. Come, in un certo senso, era stato anche rivendicato da Urbano Cairo nei mesi scorsi. Se si assottigliano gli spazi tradizionali, in particolare sulla terza rete Rai per il centrosinistra, si “apre” il mercato di cui i privati approfittano.

Mentana, però, non sarebbe più a suo agio in un’emittente appiattita su una posizione. E perciò si apre il toto-futuro. Si è parlato di tutto. Persino di un suo clamoroso ritorno a Mediaset. Che potrebbe essere reso possibile dalla volontà di Pier Silvio Berlusconi di riportare ReteQuattro su binari meno “destri”. Il tema non è peregrino. Gli ingaggi a Cologno Monzese sono andati tutti in questa direzione. C’è chi conta i sondaggi e vede lo sprofondo di Forza Italia, leggendo anche nei temi e nelle impostazioni dei talk della terza rete Mediaset una possibile concausa. Certo è che un eventuale cambio di passo a Cologno Monzese, proprio all’alba di una campagna elettorale che si preannuncia dura e senza esclusione di colpi avrebbe un significato ben preciso.

C’è un contratto in scadenza, però. Mentana, che ha 71 anni, potrebbe decidere anche di restare dov’è. Come si augurano un po’ tutti a La7. Da Andrea Salerno, direttore di rete fino a Gaia Tortora, vicedirettrice. Le trattative sono in corso e potrebbero andare ben oltre la mera questione economica. È pure un fatto di “peso” e forse di anime interne, di lettura politica dei fatti e dell’informazione. Insomma, nel calderone di La7 c’è tanto che bolle in pentola. E sarà un autunno interessante per Urbano Cairo e la sua televisione.

Luca Esposito

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