L’improvvisato palco è fatto da una cassetta di frutta (“perché così siamo ridotti”) e da una pila di giornali (“che oggi sono a rischio”). Piazzata davanti a Montecitorio. Dentro i palazzi del potere si discute del contestatissimo ddl sulle intercettazioni, 1 fuori la piazza viene occupata dalla contestazione. A chiamare a raccolta tutti coloro che vedono nel ddl un attacco alla libertà di stampa sono stati quelli del Popolo viola, di Articolo 21, della Valigia Blu. Che hanno dato vita ad una nuova puntata di una campagna che va avanti da settimane. Oggi l’idea è quella dello speaker’s corner che oltremanica è quell’area di Hyde Park, dove, chi vuole, può dar vita a comizi e dibattiti. A Roma, invece, si trasforma in un palco dove poter gridare “all’attacco alla libertà di informazione”, “ai rischi di regime”. E’ questo il vero pericolo, perché, se passa questa legge, ripetono dal palco, “a pagarne le spese non saranno solo i giornalisti ma tutti noi”. In piazza, oltre alle bandiere viola, ci sono drappi dell’Idv, di Sinistra Ecologia e Libertà e dei Verdi. Assenti quelli del Pd. Anche se il segretario democratico Pierluigi Bersani, promette “ostruzionismo” in aula.
Dalla guida di Report a Chi l’ha Visto? Giulia Presutti, che avrebbe dovuto sostituire, insieme…
Cinquantadue articoli pubblicati in un solo giorno, circa 20.000 parole e una produzione giornalistica che…
Sigfrido Ranucci non lascia il giornalismo. Almeno così dice lui. E anzi lo ribadisce anche…
In prossimità dell’erogazione del saldo relativo ai contributi previsti dal decreto legislativo 15 maggio 2017,…
L’intelligenza artificiale sta cambiando il mercato dell’informazione, ma gli editori non sanno ancora quanto valgano…
I contenuti nell’ecosistema digitale sono come gocce d’acqua nell’oceano. A una domanda pressoché bulimica di…