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Intelligenza artificiale, Fnsi: “Servono leggi europee”

Per regolamentare l’intelligenza artificiale occorre uno sforzo che parta dall’Europa: la posizione della Fnsi sulle nuove tecnologie è chiara. E in un convegno organizzato e tenutosi proprio al Parlamento europeo nella giornata di ieri, la segretaria generale del sindacato è tornata a parlare della questione. Una vicenda che è centrale nel futuro dell’editoria e dell’informazione. E che lo è ancora di più dal punto di vista del sindacato, impegnato com’è in una furibonda battaglia contro gli editori per il rinnovo di un contratto scaduto ormai da dieci anni.

Alessandra Costante ha affermato che “l’Italia con la commissione Benanti ha fatto un gran lavoro che però è soprattutto etico e deontologico”, ma “in questo momento l’Intelligenza artificiale ha bisogno di una regolamentazione che investa anche il mercato”. Quindi ha proseguito: “Abbiamo visto i problemi che Google Overview sta creando alle aziende, incidendo negativamente sui contatti delle testate e quindi sui bilanci delle aziende editoriali. Ci vuole una regolamentazione più forte di quella italiana”. Da soli, e questo lo sappiamo ormai da anni, non ce la facciamo. Figurarsi contro la potenza di fuoco di Big Tech. “Servono nuove regole e possibilmente finanziamenti che devono arrivare rapidamente, se si vuole che l’informazione italiana ed europea abbiano una prospettiva futura”, ha riferito la segretaria dell’Fnsi secondo cui una discussione su intelligenza artificiale e informazione “è necessaria e indispensabile”. Ma il dibattito non può prolungarsi all’infinito. Per Costante, infatti, la discussione va risolta presto e deve essere “molto rapida, perché l’informazione libera, democratica e plurale ha i giorni contati”. Questo perché “la tecnologia – ha concluso la segretaria generale del sindacato dei giornalisti – non è neutra, ma è soprattutto una tecnologia veloce, cammina rapidamente e può provocare, se non regolamentata, dei danni enormi all’informazione”.

Luca Esposito

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