500 giornalisti si appellano al Governo per salvare l’Inpgi

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Da martedì 15 abbiamo chiesto a Luca Lotti, sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega sull’editoria, di potergli consegnare il documento “Salviamo l’Inpgi”, firmato da 500 colleghe e colleghi, sulla gravissima situazione dell’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani. Non abbiamo ancora ricevuto risposta, ma siamo fiduciosi. Da oggi cominceremo a contare i giorni di attesa.

Il documento è già stato fornito al presidente della “Commissione bicamerale sugli enti gestori di forme di previdenza e di assistenza sociale”, l’on. Lello Di Gioia, che ha dimostrato grande interesse e che ringraziamo per l’attenzione, e al presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino, che da tempo si batte sulla questione. Durante l’audizione di Iacopino davanti alla Commissione è stato più volte ribadito che l’appello “Salviamo l’Inpgi”, al pari di altri documenti depositati nel corso della seduta, sarà inviato ai ministeri vigilanti. Nei prossimi giorni continueremo a sollecitare un incontro con, appunto, i ministeri del Lavoro e dell’Economia: da 120 giorni, quattro mesi, perdura il silenzio preoccupante ed inspiegabile dei dicasteri che hanno un ruolo di controllo e che devono esprimere il parere sulla cosiddetta “riforma” presentata dal Presidente Camporese e dagli attuali vertici dell’Inpgi. E’ una “riforma” profondamente iniqua e inutile in quanto non mette affatto in sicurezza i conti disastrati della nostra previdenza. Questo silenzio rafforza i nostri timori, a poco più di due mesi dalle elezione per il rinnovo degli organi collegiali.

Perché lo facciamo? Per un motivo molto semplice: perché non si tradisce la fiducia di 500 colleghe e colleghi. Cosa che sembrano aver dimenticato i vertici dell’Inpgi, così come quelli Fnsi, sindacato unico dei giornalisti.

Fonte: giornalistimag.it

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