Ammonta a 12 milioni e 700 mila euro l’attivo
nell’esercizio 2011 dell’istituto pensionistico
dei giornalisti. È il dato che emerge
dal bilancio consuntivo dell’Inpgi ratificato
all’unanimità dal Consiglio generale e
approvato nelle scorse settimane, sempre
unanimemente, dal Cda.
Una nota dell’Istituto ricorda come la «crisi
del sistema dell’informazione, e in particolare
delle aziende editoriali piccole e grandi,
ha avuto un effetto negativo sull’occupazione
e di conseguenza sul monte contributivo.
Rispetto all’anno precedente l’Inpgi ha infatti
registrato una riduzione di 139 rapporti,
tuttavia tale diminuzione è stata inferiore a
quella registrata nel 2010».
«I dati del bilancio», commenta il presidente
Andrea Camporese, «testimoniano
la tenuta e la buona gestione finanziaria
dell’Istituto, anche se risentono oggettivamente
delle conseguenze della crisi sul mercato
occupazionale dei giornalisti italiani. Non è un momento facile,
ma c’è l’impegno di
tutti, dell’Istituto, della
Federazione della stampa
e dell’intera categoria
a continuare a garantire
un sistema previdenziale
dei giornalisti adeguato
alla complessità della
professione ed al ruolo
sociale e autonomo della
professione. I giornalisti
italiani possono avere fiducia
nel proprio futuro
pensionistico.
La sfida
centrale è quella della crescita del mercato
del lavoro. Per questo abbiamo varato forti
sgravi contributivi della durata di tre anni
per le aziende che assumono a tempo indeterminato.
Il sistema di protezione sociale
dei giornalisti italiani è ampio, articolato,
pensato e validato dalle leggi per far fronte
ai cicli economici negativi. Serve responsabilità
e rigore: gli organi statutari da poche
settimane eletti lo stanno dimostrando».
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