Fu accusato di essersi impossessato di un atto dell’inchiesta
Berlusconi-AgCom (poi passata per competenza dalla Procura
di Trani al Tribunale per i Ministri a Roma): ora il processo a
carico del giornalista di «Repubblica» Francesco Viviano è stato
trasferito dal Tribunale di Trani a quello di Lecce. Le intercettazioni
contenute nell’atto in questione furono pubblicate il 17 marzo 2010.
Ieri mattina, il Tribunale di Trani (giudice monocratico Rossella
Volpe) ha accolto l’eccezione d’incompetenza funzionale formulata
dai difensori del giornalista: Carlo Federico Grosso, Michele Laforgia, Andrea Di Comite. Secondo i legali, tesi non condivisa dal
pubblico ministero Giuseppe Maralfa, il processo non poteva celebrarsi a Trani perché il presunto furto di Viviano (ipotesi contestata dalla difesa) sarebbe stato commesso proprio nell’ufficio del gip Roberto Oliveri Del Castillo.
Il 18 luglio scorso il gup Caserta pronunciò sentenza di non luogo a procedere nei confronti di un altro giornalista di «Repubblica», Giuliano Foschini della redazione di Bari (difeso dagli avvocati Francesco Paolo Sisto di Bari e Paolo Mazza di Roma), accusato d’aver ricevuto copia dell’atto dal
collega. Una decisione che però il pm Maralfa, titolare del fascicolo
d’inchiesta, ha impugnato in Cassazione.
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