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IN ITALIA, LIBERTÀ DI STAMPA SOLO PARZIALE

Secondo Freedom House, il famoso centro di ricerca americano che pubblica analisi periodiche sullo stato della democrazia nel mondo, l’Italia è l’unico Paese dell’Unione europea – insieme a Bulgaria e Romania – ad essere passato da “libero” a “parzialmente libero”. (in compagnia del Benin, di Tonga o della Bulgaria) per quanto riguarda la libertà di stampa.
Un articolo comparso oggi sul Corriere della Sera Magazine giudica un tale risultato “inspiegabile” visto che “chiunque frequenti un’edicola può constatare” che la nostra stampa offre, al lettore, “pluralismo, politico e culturale”.
Tra le cause che hanno portato Freedom House a declassare il nostro Paese vi è la posizione di Silvio Berlusconi. Di lui si dice (testualmente) che ritornando al governo “ha rinfocolato le paure sulla concentrazione di mezzi di informazione statali e privati nelle mani di un singolo leader”. L’articolo del Corriere sottolinea, a tal proposito, che “il problema del rapporto Berlusconi-televisioni esiste certamente ed esiste da quando egli è entrato in politica nel 1994. Da qui però a farci supinamente accettare l’idea che l’Italia, quanto a libertà di stampa, sia sullo stesso piano di Tonga ci corre assai. Semplicemente, non è così”.

Il grado di libertà di stampa forse, però, non va cercato nella quantità di giornali che si trovano in edicola, quanto, piuttosto, nei contenuti che con cui si viene a contatto e, soprattutto, di quelli con cui non si viene a contatto. “Molte cose non ci vengono dette, e così non ci rendiamo neppure conto di non saperle”. E’ quanto afferma un articolo uscito sul settimanale Famiglia Cristiana. “I giornali” – continua Famiglia Cristiana – di proprietà di editori “impuri”, sono nelle mani di “gruppi che fanno principalmente altro e concepiscono la carta stampata come uno strumento del loro potere. Certi articoli, soprattutto inchieste scomode per il potere, non vengono sempre loro sollecitati, ne pubblicati. Direttori e capiredattori sono esposti a loro volta a pressioni”.
E la situazione si aggrava se pensiamo al giornalismo televisivo. La Rai è soggetta al potere dei partiti e Mediaset è nelle mani di una persona che ricopre il ruolo di Capo del Governo: praticamente è tutto concentrato sotto lo stesso potere. Non solo, ma Berlusconi possiede case editrici di libri e giornali. E’ una censura anche questa ma una censura sottile, che non si vede, che accompagna il cittadino e lo porta a pensare in un certo modo e a vedere solo quello che si vuole venga visto. Più che un ritorno al Fascismo (“Benito Mussolini – scrive Famiglia Cristiana – venne osannato, tisicamente amato, piazze stracolme gli gridavano “sei bello”. Molti erano i suoi seguaci, gli adulatori, i servi, prodotto della propaganda di stampa, radio, insegne, scuola, associazioni, circoli, bollettini) sembra vivere nel romanzo di George Orwell, “1984”.
Fabiana Cammarano

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