Il Tg3 apre con Report: “Non si deve distruggere il programma”

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Si muove anche il comitato di redazione del Tg3 sul caso Ranucci. E i giornalisti della testata della terza rete Rai prendono nettamente posizione sulla vicenda che sta agitando il dibattito politico italiano in questa rovente coda ferragostana. “Le giornaliste e i giornalisti del Tg3 assistono basiti e preoccupati dall’operazione di attacco portato contro un intero programma di punta di Rai3”. Questo è solo l’inizio. Perché la nota continua. “La vicenda giudiziaria di Ranucci farà il suo corso, la magistratura accerterà ogni aspetto di un’inchiesta che lo vede attualmente solo vittima. A prescindere da questo, è inaccettabile che ciò diventi il pretesto per distruggere un programma che è una parte fondamentale della storia del servizio pubblico in Italia”.

Quindi c’è il “brand” che va tutelato. “’Report’ è le sue inchieste: conta solo se quello che ha rivelato è vero o falso. E quello che ha rivelato ha resistito sempre al vaglio di ogni querela di parte, oltre a ottenere enormi ascolti a fronte di budget limitati. Crediamo quindi che sia proprio questo a dare fastidio”. La questione che resta nemmeno troppo sullo sfondo sta nella pubblicazione dei compensi da parte del quotidiano Il Tempo. “La pubblicazione di costi lordi di produzione (comprensivi di spese di trasferte, hotel, troupe ecc) spacciati per compensi degli inviati è l’ennesima prova di malafede – continua la nota – Colpisce infine, ma non stupisce, che la campagna più accanita contro ’Report’ venga portata avanti da una testata appartenente al gruppo editoriale direttamente concorrente di Rai3, che da mesi erode il pubblico della nostra rete, cioè anche il nostro”.

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